ottobre – Galleria Moitre https://www.galleriamoitre.com Galleria d'Arte a Torino Mon, 19 Oct 2026 10:08:27 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.26 Error Club – 17 ottobre dalle ore 18.00 https://www.galleriamoitre.com/error-club-17-ottobre-dalle-ore-18-00/ https://www.galleriamoitre.com/error-club-17-ottobre-dalle-ore-18-00/#respond Wed, 30 Sep 2026 18:53:23 +0000 http://www.galleriamoitre.com/?p=2909 Error Club

Inaugurazione: 17 ottobre dalle ore 18.00

Esposizione: 18 ottobre – 30 novembre 2026

Giulia Cotterli, Fannidada, Stefano Fontana, Serena Gamba,

Ericavale Morello, Sergio Salomone, Elena Tortia

Senza errore non vi sarebbe l’arte. Ragion per cui, analizzarne la presenza, con il suo sviluppo, è una pratica

per sviscerare la complessità della creatività.

Sbagliare, nella forma del tentativo, è l’inconfessabile segreto della formazione personale di ogni essere umano. Se la pratica viene ben esercitata, con costanza, i benefici saranno non solo evidenti ma perfino, nei risultati definibili modesti, stimolanti.

Così l’errore diventa campione, esempio e, in talune circostanze, viene mantenuto vivo non solo come bagaglio esperienziale ma nella forma dell’oggetto.

È in questa ipotesi che s’inserisce la mostra dal titolo: “Error Club”, che la galleria dedica alle prove, agli esperimenti, agli intoppi, ad ogni forma di errore concreto ma inatteso.

Proprio nell’inaspettato si colloca la curiosità dei lavori esposti.

Certe volte accantonai, dimenticati, riconsiderati dopo un periodo, eppure conservati, accuditi.

Osservati nel loro complesso, custodiscono un pensiero d’umanità e dedizione che ci ha colpiti fin dalla nostra prima visione.

Opere inattese in una galleria odierna, dedita al terminato, al non finito ragionato, ai lavori d’arte che cessano d’essere lavorati per divenire patrimonio pubblico.

Eppure, se possiamo, questa è la più sentimentale delle esposizioni che abbiamo mai messo in piedi. Una vicinanza con il difetto, più che altro un dialogo con la vita stessa nella sua instabilità e nel riproporsi continuamente, senza sosta, nella facilitazione di errori, cercati o imprevedibili.

Idealmente abbiamo costituito un club, in cui tutte queste opere potessero ritrovarsi, per fare due chiacchiere, mostrandosi complete nella loro idealizzazione.

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Leo Gilardi – Marea Bianca https://www.galleriamoitre.com/leo-gilardi-marea-bianca/ https://www.galleriamoitre.com/leo-gilardi-marea-bianca/#respond Mon, 27 Sep 2021 16:24:30 +0000 http://www.galleriamoitre.com/?p=2469 Leo Gilardi  

“Marea Bianca”

A cura di Francesca Arri

Inaugurazione: 2 ottobre dalle ore 16

Esposizione: 3 ottobre – 14 novembre 2021

O guardo i crepuscoli, le mattine, su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo, come i primi atti del Dopostoria, cui io assisto per privilegio di anagrafe, sull’orlo estremo di qualche età sepolta.

Mostruoso è chi è nato dalle viscere di una donna morta. E io, feto adulto, mi aggiro Più moderno di ogni moderno A cercare fratelli che non sono più.

da “Io sono una forza del passato” P.Pasolini.

Negli anni ’50, lo scrittore Isaac Asimov prefigura la scuola del futuro, con insegnanti robot e alunni chiusi in casa che si relazionano ad uno schermo isolati, senza contatti umani. Gli schermi oggi catturano la nostra attenzione per gran parte del tempo, tra computer, tv e telefoni quasi la vita diventasse una distrazione da questa sorta di ipnosi multimediale. La pandemia ha realizzato i racconti di Asimov in modo inquietante normalizzando una condizione fenomenologica come la figura dell’otaku o dell’hikikomori giapponese allargandone le abitudini a tutto il mondo fomentando e sviluppando nuove dipendenze da realtà parallele artificiali dove diventiamo mostri social e sociali. Leo Gilardi comincia a lavorare al progetto Marea Bianca nel marzo 2019, anche lui ignaro che di lì a meno di un anno i suoi pensieri si sarebbero attualizzati.  Leo rende feticcio l’iconoclastia web e la sua estetica simbolica realizzando un tempio dedicato agli idoli contemporanei,  delle sorte di ex voto fotografici, sculture bidimensionali rappresentanti le icone dell’estetica da desktop, immagini totemiche olografiche e onde che spingono a riva tracce di un archeologia post moderna. I device sono oramai le nostre protesi artificiali, estensioni del nostro corpo e della nostra mente all’interno del contesto digitale. La digitalizzazione della realtà ne cambia le regole e noi perduti nel buio irreale della mostra cerchiamo indicazioni per fruire come  codici per tradurre le leggi che ordinano il quotidiano, scoprendo il sentiero di mattoni gialli da seguire come una piccola luce LED o l’emanazione del desktop in standby.  Leo Gilardi evolve il suo lavoro digitalizzandone la pratica progettuale concretizzando la forma rendendo l’intangibile tangibile, monumentalizzando i contenuti del nostro database personale.

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