DMAV Dalla Maschera al Volto è un collettivo di base a Udine, nato nel 2010 a partire dall’esperienza nel campo della facilitazione sociale di Alessandro Rinaldi (raccontata nel libro Dalla maschera al volto, Guerini, Milano 2009). DMAV porta avanti soprattutto interventi di social art, con una particolare attenzione per i processi di creazione partecipata, per il dialogo di comunità e per la riattivazione di spazi urbani.

Il collettivo ha una composizione variabile, dettata dalle esigenze dei progetti specifici, e in questa fase, oltre ad Alessandro Rinaldi, vede attivi soprattutto Marzia Nobile e Nicola Gaiarin, e negli anni ha visto all’opera figure molto diverse, in campo artistico, musicale, progettuale, visivo (ricordiamo solo Giulio C. Ladini, Francesca Centonze, Antonio Giacomin, Massimiliano Schiozzi, Davide Grazioli, Gianni Barbon).

DMAV opera utilizzando un’ampia gamma di strumenti espressivi, dalla performance all’installazione, dalla documentazione fotografica alla produzione video e cinematografica, all’attivazione di spazi di comunità virtuali. Ad accomunare gli interventi del collettivo sono temi centrali rispetto alle visioni di sviluppo delle comunità: l’identità di un luogo o di un gruppo di persone, la creazione di nuovi significati per luoghi dimenticati, la connessione tra i diversi strati di senso che danno vita alle esperienze collettive, il rapporto tra le relazione umana e l’impatto tecnologico.

Utilizzando media molto diversi, dai lightbox fotografici ai video, da oggetti di design ad ambienti musicali, da installazioni digitali a sessioni di facilitazione di comunità, DMAV dà vita a spazi immersivi che aiutano la comunità a definire nuove visioni di sviluppo e ad aumentare una consapevolezza condivisa, cercando di riportare la bellezza all’interno di luoghi abbandonati e marginalizzati, generando una nuova forma di coscienza sociale.

Principali lavori

Nel 2012 viene realizzata a Villach (Austria) e a Udine la performance On White Industrialists. Lo stesso anno la personale Home inaugura a Palazzo Badini, a Pordenone. Mentre nel tempo vengono presentate più versioni della performance Echoes (a Milano, Torino, Brescia, Trieste, Udine e Portogruaro) prende corpo il grande intervento performativo nel centro di Pesaro, Flow, che nel 2013 vede combinarsi la facilitazione di comunità e il lavoro rituale su corpi, colori, musica e macchine sceniche. Nel 2014 e nel 2018 DMAV realizza altre due personali: Numbers, presso il Museo etnografico di Udine e Minimalia, ospitata da MAKE Spazio espositivo, sempre a Udine.

Il 2018 è un anno importante, con le installazioni di arte pubblica con luce al neon Segreto visibile (che diventa donazione permanente per il comune di Udine). e Living Bodies, traccia di una performance realizzata presso l’Università degli studi di Udine.

Nel giugno dello stesso anno viene inaugurato, sempre a Udine, Niduh, un co-working artistico che nasce come spazio di confronto e collaborazione creativa, nato dalla visione comune di DMAV, dell’associazione On Art e del Circolo Fotografico Friulano.

Tra il 2018 e il 2020 vengono realizzate performance sul tema della mistica digitale a partire dall’incontro con la sciamana tecnologica islandese Babatwoosh.

Nel 2019, oltre a partecipare a Manifesto – Iconografie dell’indipendenza, progetto realizzato da Nesxt a Torino, viene prodotto, in collaborazione con Cizerouno, l’abecedario Minimalia_Schegge di futuro, che ospita interventi di artisti, performer, filosofi, e studiosi provenienti da vari ambiti. Il volume viene edito da Comunicarte di Trieste. Con Doublin’ continua il lavoro con il neon in un grande progetto di arte pubblica realizzato a Cavana, quartiere storico di Trieste, a partire dall’esperienza di James Joyce nei malfamati e suggestivi vicoli della città.

Da questa esperienza nasce poi Cavana Stories, documentario onirico sulla città allucinata, realizzato assieme a Giulio C- Ladini e Francesca Centonze, i cui diritti vengono acquisiti dalla Rai. Negli ultimi anni cominciano a prendere forma dei progetti in progress, come Luce nera, ricerca fotografica sulle apparizioni di corpi e volti e Innumera, intervento di arte pubblica sviluppato con il comune di Aquileia.

A cavallo tra il 2020 e il 2021, per celebrare i dieci anni di vita, DMAV ha dato vita a un progetto transmediale, a cavallo, tra interventi radiofonici, performance audio e installazione video, intitolato Terraforma. Le trasmissioni che accompagnano il progetto si possono seguire su www.radioterraforma.it. Nel 2021 l’esperienza Terraforma “atterrerà” fisicamente in un retrospettiva presso la Galleria Moitre.